Terreni, boschi e vigneti senza proprietario

in una serie di iniziative a sostegno di una decina di comuni della Bassa Valle d’Aosta abbiamo analizzato la questione della gestione delle proprietà per risolvere il problema della partecipazione ai bandi PSR Valle d’Aosta nelle azioni che riguardano i boschi e la filiera legno.

E’ emerso un problema a lungo trascurato, e cioè quello relativo all’individuazione dei proprietari di aree spesso parcellizzate, una volta coltivate per piccoli pazzezzamenti, oggi o abbandonate o rioccupate dai boschi. Tra l’altro, per diverse zone una volta coltivate a vigneto, che rappresentano anche un significativo valore paesaggistico, i proprietari sono difficili da reperire.

Agence ha quindi trasmesso alla direzione competente e all’assessore all’agricoltura della Regione Valle d’Aosta prima un’analisi generale e poi una proposta di emendamento che riprende norme già vigenti in altre Regioni italiane per la gestione provvisoria di tali porzioni di territorio.

ipotesi di modifica alla legge della Regione autonoma Valle d’Aosta 18 luglio 2012, n. 20 – Disposizioni in materia di riordino fondiario

Alla legge regionale 18 luglio 2012, n. 20  si introducono le seguenti modificazioni

  • dopo la lettera c) del comma 2 dell’art. 1 della l.r. 18 luglio 2012, n. 20, è aggiunta la lettera seguente:

c-bis) all’utilizzo economico razionale e sostenibile delle foreste e del patrimonio boschivo

  • al comma 2, dell’art. 3

dopo le parole “agricoli” aggiungere le parole “e boschivi”

  • dopo l’art.15, aggiungere il seguente articolo:

art. 15 bis (gestione provvisoria di terreni forestali)

  1. Nel caso in cui all’interno di un ambito territoriale forestale gestito o da gestire da parte di un Consorzio di riordino fondiario si trovino interclusi uno o più terreni dei quali sia impossibile individuare la titolarità, il cui abbandono comprometta un’ottimale gestione forestale, ovvero nel caso in cui lo stesso proprietario sia individuato ma irreperibile, il legale rappresentante del Consorzio ha facoltà di chiederne alla Regione la gestione provvisoria.
  2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, la Regione, valutata la congruità dell’ambito forestale interessato, procede all’affissione per quindici giorni consecutivi sul sito web della Regione e per pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, trasmettendola contestualmente ai comuni interessati per la pubblicazione sull’albo pretorio e sui rispettivi siti web.
  3. Trascorso il termine di cui al comma 2, in mancanza di opposizione alla Regione da parte del proprietario interessato, la Regione autorizza il Consorzio a gestire il terreno per un periodo non superiore a cinque anni. Resta comunque ferma la facoltà del proprietario di proporre opposizione in qualsiasi momento.
  4. Decorso il periodo di gestione provvisoria, su richiesta del legale rappresentante del Consorzio, la procedura prevista dal comma 3 viene rinnovata e può essere autorizzata la proroga della gestione provvisoria con la stessa procedura indicata al comma 2.
  5. I titolari della gestione provvisoria sono tenuti ad accantonare in un fondo speciale gli utili spettanti ai proprietari indeterminabili o irreperibili. Sono altresì tenuti a restituire la disponibilità del terreno al proprietario la cui opposizione sia stata accolta e a corrispondere allo stesso gli eventuali utili già accantonati.

 


Per memoria, si riporta l’art. 18 della legge della Regione Piemonte corrispondente e  l’art. 11 quater della l.r. 19/2016

Regione Piemonte – Legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4. (Testo coordinato)  Gestione e promozione economica delle foreste. (B.U. 12 febbraio 2009, suppl. al n. 6).

Art. 18.

(Forme di gestione forestale associata)

  1. Al fine di perseguire le finalità di cui all’articolo 2, la Regione promuove la gestione attiva, coordinata e organica del patrimonio forestale pubblico e privato.
  2. La Regione favorisce e incentiva la costituzione e le attività di consorzi e di altre forme di gestione associata, anche basate su contratti legittimamente previsti dalla normativa vigente, che assicurano la gestione sostenibile e multifunzionale delle superfici forestali, riconoscendo, in particolare, il ruolo dei consorzi di gestione forestale previsti dall’articolo 9, comma 3, della legge 31 gennaio 1994, n. 97 (Nuove disposizioni per le zone montane).
  3. Le forme di gestione di cui al comma 2 assolvono a compiti di gestione delle superfici forestali dal punto di vista economico e ambientale, comprese le attività di manutenzione, conservazione, tutela, monitoraggio e vigilanza. A tali forme di gestione competono, inoltre, l’attuazione dei piani straordinari d’intervento di cui all’articolo 17, comma 2, nonché lo svolgimento di eventuali altre attività loro attribuite in convenzione dalla Regione o dagli enti locali.
  4. La Giunta regionale stabilisce i criteri per l’attribuzione degli incentivi di cui al comma 2 sulla base dei seguenti elementi prioritari:

a) sviluppo dell’uso multifunzionale delle foreste, anche tramite progetti di filiera;

b) sostenibilità economica delle attività dimostrata attraverso l’adozione di strumenti di pianificazione strategica e finanziaria;

c) possesso di certificazione forestale.

  1. Per accedere agli incentivi previsti dal comma 2, le forme di gestione devono avere finalità coerenti con le finalità della presente legge. La coerenza è valutata dal competente ufficio regionale prima dell’assegnazione dell’incentivo.
  2. Le cooperative e le imprese forestali, iscritte all’albo regionale delle imprese che effettuano utilizzazioni a titolo principale, con sede legale e operativa sul territorio della comunità montana, sono equiparate agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile.
  3. Nel caso in cui all’interno di un ambito territoriale forestale gestito o da gestire, a qualsiasi titolo, in forma associata, si trovino interclusi uno o più terreni dei quali sia impossibile individuare la titolarità, il cui abbandono comprometta un’ottimale gestione forestale, ovvero nel caso in cui lo stesso proprietario sia individuato ma irreperibile, il legale rappresentante della forma associativa ha facoltà di chiederne al comune la gestione provvisoria. Quando si tratti di forma associativa in via di costituzione, la richiesta è presentata da un soggetto delegato dai costituenti.
  4. Nell’ipotesi di cui al comma 7, il comune, valutata la congruità dell’ambito forestale interessato, procede all’affissione per quindici giorni consecutivi all’albo pretorio della richiesta di gestione provvisoria, trasmettendola contestualmente alla Regione per la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte.
  5. Trascorso il termine di cui al comma 8, in mancanza di opposizione al comune da parte del proprietario interessato, il comune autorizza la forma associativa a gestire il terreno per un periodo non superiore a quattro anni. Resta comunque ferma la facoltà del proprietario di proporre opposizione in qualsiasi momento.
  6. Decorso il periodo di gestione provvisoria, su richiesta del legale rappresentante della forma associativa, la procedura prevista dal comma 8 viene rinnovata e può essere autorizzata la proroga della gestione provvisoria ai sensi del comma 9.
  7. I titolari della gestione provvisoria sono tenuti ad accantonare in un fondo speciale gli utili spettanti ai proprietari indeterminabili o irreperibili. Sono altresì tenuti a restituire la disponibilità del terreno al proprietario la cui opposizione sia stata accolta e a corrispondere allo stesso gli eventuali utili già accantonati.

Art. 11 quater  l.r. 19/2016

(Superficie minima indivisibile)

  1. La superficie minima indivisibile di cui all’articolo 5 bis, commi 1 e 6, della legge 97/1994 , rappresenta l’estensione di terreno necessaria e sufficiente a garantire l’esercizio di una conveniente coltivazione del fondo secondo le regole della buona tecnica agraria. Essa costituisce il limite territoriale al di sotto del quale non è consentito procedere, per quindici anni dall’acquisto, al frazionamento dei terreni costituiti in compendio unico ai sensi dell’articolo 11 ter.
  2. Al fine di garantire le condizioni idonee all’esercizio delle attività agricole montane, avuto riguardo all’ordinamento produttivo ed alla situazione demografica locale, l’estensione della superficie minima indivisibile è determinata nella misura di cinque ettari.