Inclusione e innovazione

Negli ultimi anni, nella città di Asti e della regione sud-occidentale del Piemonte, alcune iniziative bottom-up hanno preso forma nell’ambito dell’inclusione e dei servizi sociali. Con radici in una tradizione di mutualità sociale e appartenenza ad una comunità, esse hanno prodotto concreti impatti positivi per mezzo di approcci innovativi, con meccanismi partecipativi, efficienti ed economicamente sostenibili. Essi uniscono nello stesso contesto stakeholder profit e no-profit, impegnandosi sulle questioni di inclusione, di salute, benessere e più generalmente sociali, non direttamente sostenuti dal Sistema sanitario nazionale, coinvolgendo famiglie, individui e soggetti pubblici. Il processo di inclusione delle persone con difficoltà o disabilità si sviluppa principalmente nelle attività lavorative e commerciali ordinarie, come il settore agro-alimentare, lo sport, il turismo o la cultura.

Si tratta di qualcosa di più del Terzo settore classico, è un’indicazione di un percorso per il futuro, forse ancora da precisare, ma senz’altro in linea con il nuovo secolo, in cui etica ed economia si mescolano, in cui i sistemi formalizzati (o statualizzati) vedono sorgere meccanismi più condivisi e sociali, appunto, e per questo meno costosi, meglio seguiti e più efficaci.

Anche la Commissione e altri Stati membri si chiedono quale sarà l’organizzazione nuova di domani, se riusciremo a mettere in funzione delle “comunità sostenibili”. Proviamo a portare il nostro contributo sui fondi strutturali e le politiche europee e a imparare qualcosa.

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