Corrente continua tra Italia e Francia. Il nuovo elettrodotto non si vedrà

Termineranno a settembre 2018 i lavori di realizzazione dell’elettrodotto ad alta tensione a corrente continua da 1000 MW tra Piemonte e  Savoia, cioè tra  la stazione elettrica di Piossasco  e quella di Sainte-Hélène-du-Lac. Il cavo in corrente continua corre lungo l’autostrada e le strade statali, e supera il vecchio modello della linea a corrente alternata su traliccio. Un cambiamento importante anche sotto il profilo ambientale.

Della linea in corrente continua si è parlato in Commissione intergovernativa CIG italo-francese sin dagli anni Novanta. L’intervento è stato inserito  nel Piano di Sviluppo 2008 della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) . ed è stato oggetto di uno studio (TEN-E 183/04) co-finanziato dalla Commissione Europea. E’ un “Progetto di Interesse Comune” (Project of Common Interest, PCI) di livello europeo, come stabilito dal Regolamento (UE) n. 347/2013. La BEI – Banca europea degli investimenti finanzia per 130 milioni di euro una parte dell’opera, che interessa 95 chilometri per ognuno dei due Paesi.

Il livello di interconnessione Italia-Francia salirà a 4.200 MW dai 2.650 attuali (+60%), portando a circa 8.900 MW la potenza complessiva delle linee che collegano l’Italia con i
paesi frontalieri.

Soltanto il 2% dell’energia elettrica mondiale passa da  reti ad alta tensione in corrente continua (HVCD). In Europa, esistono una una ventina di interconnessioni, a cui se ne aggiungeranno altre dieci, ora in fase di programmazione. Per l’Italia esistono due elettrodotti sottomarini (da 1000 MW e da 300 MW) per la Sardegna, l’elettrodotto sottomarino con la Grecia (500 MW),  mentre sono in corso i lavori per il collegamento da 1000 MW con il Montenegro. Altri progetti a corrente continua ad alta tensione riguardano – oltre alla Francia –  la Svizzera (Verderio Inferiore-Thusis/Sils e Airolo-Baggio), l’Austria (Lienz-Veneto e Wurmlach-Somplago) e la Slovenia (Salgareda-Divaca/Bericevo).