Come ridurre le imposte in Valle d’Aosta

La Regione Valle d’Aosta può intervenire sulle aliquote fiscali in modo significativo dal 2017.

La competenza è stata riconosciuta con la norma di attuazione sulla manovrabilità fiscale approvata durante il governo regionale nato il 10 marzo 2017, approvata con il D.Lgs. 20 novembre 2017, n. 184, Norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale (LINK).

Sulla base di quella norma, Agence ha contribuito alla redazione degli emendamenti che sono stati presentati nel corso della discussione del bilancio della Regione per il 2018 e che figurano agli atti del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

Si tratta di testi che costituiscono la base per la discussione sulla riduzione di alcune imposte, e che spiegano puntualmente i singoli interventi, che possono essere raggruppati in due aree: per le famiglie e per il lavoro. La loro diffusione, per quanto sia già pubblica dalla discussione in aula del bilancio, permette al dibattito di non riprendere sentieri già percorsi o creare attese a cui non si potrà dare soddisfazione.

La riduzione delle imposte comporta per il primo anno una riduzione stima per la parte entrata del bilancio regionale per circa 45-50 milioni di euro, il 4,5% del bilancio regionale. E’ un importo del tutto sostenibile, specie intervenendo su alcune spese facilmente comprimibili e dispiegate durante la recente campagna elettorale e ricordando che lo Stato ha ridotto il contributo alla finanza pubblica della Regione per il 2018 per 45 milioni (cioè l’importo di cui si tratta) e per 100 milioni a partire dal 2019 (cioè il doppio dell’importo di cui si tratta).

La riduzione di queste imposte va inoltre intepretata come un investimento, e non come una spesa improduttiva: aiutare le famiglie e il lavoro con minore carico fiscale significa facilitare i consumi e le iniziative produttive, cioè far ripartire il volano dell’economia che a sua volta produce nuovo gettito.

Gli interventi fiscali riguardano in particolare:

  • RIDUZIONE DELL’ADDIZIONALE REGIONALE ALL’IRPEF
  • RIDUZIONE IRAP – IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
  • RIDUZIONE IMU
  • RIDUZIONE ICP – IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITÀ NELLE ZONE MARGINALI DI MONTAGNA
  • RIDUZIONE TASSA AUTOMOBILISTICA – BOLLO AUTO

 

Ecco gli emendamenti allora presentati e che possono essere adottati nuovamente con poche modifiche, in particolare con l’intervento sul bilancio 2019. Si noti inoltre come gli argomenti sotto esposti facessero parte del dibattito sul bilancio 2018, considerando che Agence ha teso piuttosto a sottolineare la priorità sulla riduzione delle imposte a carico del lavoro e delle imprese, e a favorire interventi di tipo territoriali.


  1. RIDUZIONE DELL’ADDIZIONALE REGIONALE ALL’IRPEF

Si tratta di due interventi per le famiglie, da un lato mettendo in evidenza l’importanza dei figli e il sostegno che deve essere riconosciuto per la natalità e il contrasto al declino demografico e dall’altro con un intervento di progressività nella tassazione. Nel complesso, si tratta di interventi di alleggerimento della pressione fiscale sulle famiglie e sul ceto medio. Testi simili agli emendamenti qui sotto sono già all’interno di normativa in vigore nelle province di Trento e di Bolzano.

Emendamento 1 (DETRAZIONE FIGLI A CARICO)

A decorrere dal periodo d’imposta 2018, ai soggetti aventi un reddito imponibile ai  fini  dell’addizionale  regionale  IRPEF  non superiore a 70.000,00 euro e con figli fiscalmente  a  carico  spetta una detrazione dall’importo dovuto a titolo di addizionale  regionale all’IRPEF  di  252,00  euro  per  ogni  figlio  in  proporzione  alla percentuale e ai mesi di carico. Se l’imposta dovuta è minore della detrazione, non sorge alcun credito d’imposta.

Emendamento 1 (Deduzione 20.000 euro – NO TAX AREA)

  1. Ai fini della determinazione della base imponibile dell’addizionale regionale all’IRPEF di cui all’articolo 50 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modifiche, spetta una deduzione pari a 20.000 euro.
  2. La deduzione di cui al comma 1 non rileva ai fini della determinazione del reddito imponibile.
  3. Ai fini della determinazione della base imponibile dell’addizionale regionale all’IRPEF si tiene conto anche del reddito assoggettato alla cedolare secca sugli affitti.

  1. RIDUZIONE IRAP – IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

L’intervento sull’IRAP è a favore del lavoro e delle aziende, di quelle nuove ma anche di quelle familiari, in particolare le microimprese. E’ un intervento simile a quello già in vigore da alcuni anni in altre autonomie speciali.

Emendamento 1 (RIDUZIONE ALIQUOTA GENERALE)

A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2017 l’aliquota IRAP di cui all’articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modifiche, è fissata al 2,68 per cento.

Emendamento 2 (AUMENTO OCCUPAZIONE) (cfr. Art. 2 co 3- L. R. 13/12/2011 n. 30)

A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2018, ai soggetti passivi che incrementano di almeno il 2,5 per cento le unità lavorative annue (ULA) in forza con contratto a tempo indeterminato, in uno dei tre periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017, l’aliquota IRAP di cui all’articolo 16, commi 1 e 1bis, del d.lgs. 446/1997 è fissata a 1,6 punti percentuali. La riduzione di aliquota è fruibile per un massimo di tre periodi d’imposta, con ciò intendendosi il periodo d’imposta di effettuazione delle nuove assunzioni e i due periodi d’imposta successivi. L’agevolazione di cui al presente comma non è fruibile dalle nuove imprese per il primo periodo d’imposta.

Emendamento 3 (NUOVE INIZIATIVE PRODUTTIVE)

A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° gennaio 2018, per le nuove iniziative produttive intraprese sul territorio regionale da soggetti passivi [definiti come microimprese dall’art. 2435-ter del Codice Civile e ] diversi da quelli indicati nell’articolo 45, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997 l’aliquota dell’IRAP dovuta alla Regione è ridotta a zero per i primi cinque anni di imposta. Non si considerano nuove iniziative produttive quelle derivanti da trasformazione, fusione, scissione o da altre operazioni che determinano la mera prosecuzione di un’attività già esercitata nel territorio regionale.

Emendamento 4 (ESCLUSIONE AGEVOLAZIONI PER BANCHE E ASSICURAZIONE)

Le banche e altri enti e società finanziari di cui all’art. 6 del D. lgs 446/1997 sono escluse dai benefici previsti  dagli art. 1, commi 4 e 5  della legge regionale 15 dicembre 03 n. 21, dall’art. 1, comma 1 della legge regionale  10 dicembre 2008 n.29, dall’art. 1 comma 1 della legge regionale 12 dicembre 2007 n. 32 e dall’art.2 della legge regionale 13 dicembre 2011 n.30.


  1. RIDUZIONE IMU

L’intervento sull’IMU è di stimolo all’economia e di intervento sul nostro paesaggio e il nostro patrimonio storico. E’ complementare alla riforma sui mutui, e intende facilitare le ristrutturazione e i recuperi delle abitazioni e degli edifici che possiedono i valdostani, in particolare nei villaggi. E’ motore di sviluppo, perché facilita gli interventi delle PMI dell’edilizia, dei dei lavoratori autonomie degli artigiani, dei progettisti.

E’ anche un intervento a favore delle famiglie ed è un impegno per il nostro patrimonio più grande, che disegna il paesaggio montano e anche l’attrattività turistica.

Emendamento 1 (ESTENSIONE DELL’ESENZIONE A SECONDA ABITAZIONE CEDUTA IN COMODATO A PARENTE DI PRIMO GRADO)

Le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodatario risieda anagraficamente e dimori abitualmente presso l’immobile concesso in comodato sono esenti dall’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) prevista dalla lettera h) del comma 1  dell’articolo  7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ; ai fini dell’applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23; con delibera della Giunta regionale  sono stabilite le modalità per la  compensazione  del  minor  gettito  in favore dei comuni per l’applicazione del presente articolo.

 

Emendamento 2 (RIDUZIONE GENERALIZZATA IMU PER LE ABITAZIONI)

A decorrere dal 1° gennaio 2018 alle unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, si applica una riduzione dell’aliquota dell’imposta municipale propria (IMU) di 10 punti percentuali; con delibera della Giunta regionale  sono stabilite le modalità per la  compensazione  del  minor  gettito  in favore dei comuni per l’applicazione del presente articolo

 

Emendamento 3 RIDUZIONE ALIQUOTA PER MICROIMPRESE del [20%] aliquote IMU per tutti gli immobili oggetto di attività economica da parte di persone e microimprese (-10 dipendenti, – di 2 milioni fatturato)

A decorrere dal 1° gennaio 2018 alle unità immobiliari classificate nelle categorie catastali C/1, C/2 e C/3 D/1, D/2 e D/3, D/6, D/7 D/8 D/10 detenute dai soggetti passivi definiti come microimprese dall’art. 2435-ter del Codice Civile e  diversi da quelli indicati nell’articolo 45, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997 si applica una riduzione dell’aliquota dell’imposta municipale propria (IMU) di 20 punti percentuali; con delibera della Giunta regionale  sono stabilite le modalità per la  compensazione  del  minor  gettito  in favore dei comuni per l’applicazione del presente articolo

Emendamento 4 AZZERAMENTO IMU PER RISTRUTTURAZIONE per i fabbricati  oggetto di intervento di  ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo per la durata dei lavori e per un massimo di SCIA 5 anni, per DIA max 3 anni.

A decorrere dal 1° gennaio 2018 le unità immobiliari comunque classificate che sono oggetto di interventi di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica e altri interventi come definiti dal decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222 sono esenti dall’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) nel periodo dei lavori e comunque per un massimo di anni tre; con delibera della Giunta regionale  sono stabilite le modalità per la  compensazione  del  minor  gettito  in favore dei comuni per l’applicazione del presente articolo

  


  1. RIDUZIONE ICP – IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITÀ NELLE ZONE MARGINALI DI MONTAGNA

Un primo intervento è possibile a favore delle zone di montagna con indicatori negativi riguardo all’occupazione, allo spopolamento, al reddito. L’idea è di introdurre strumenti per facilitare le attività economiche: è inutile infatti immaginare grandi progetti specifici se non si interviene anzitutto sulla semplificazione e la riduzioen di oneri che tra l’altro producono un gettito modesto per la Regione ma hanno una significativa incidenza sia per gli esercizi commerciali, molto spesso familiari, sia per gli oneri amminsitrativfi degli stessi comuni. In Valle d’Aosta sono stati identificati 37 comuni con queste problematiche dai nostri uffici, impegnati sullo sviluppo nelle aree rurali.
Questo emendamento è una prima misura che dovrà essere seguita da altre sempre di natura fiscale a favore della montagna.

emendamento 1 (ESENZIONE ICP INSEGNE 37 COMUNI di AREE PARTICOLARMENTE MARGINALI)

La pubblicità effettuata per mezzo di insegne, anche luminose, è esente imposta comunale sulla pubblicità di cui al D.Lgs 1 novembre 1993 n. 507, come indicate agli artt. 12 e 14, nei Comuni ricompresi nelle “Aree rurali particolarmente marginali” definite dal Programma di Sviluppo Rurale Valle d’Aosta 2014-2020 approvato dal Consiglio regionale il  17 luglio 2014 e  dalla Commissione europea  l’11 novembre 2015 con Decisione C(2015) 7885 e successive modificazioni.

Con delibera della Giunta regionale  sono stabilite le modalità per la  compensazione  del  minor  gettito  in favore dei comuni per l’applicazione del presente articolo.


  1. RIDUZIONE TASSA AUTOMOBILISTICA – BOLLO AUTO

La Tassa automobilistica ha un peso significativo in Valle d’Aosta, in cui il mezzo proprio è il principale strumenti di mobilità La nostra proposta è intanto di modificare l’aliquota verso il basso del 10%, considerando che a Trento e a Bolzano l’importo è stato ridotto del 20%. L’adozione della misura dovrà però avvenire prima del 10 novembre perché sia applicata a partire dall’anno solare seguente.

Inoltre abbiamo allargato l’area di incentivazione alle auto elettriche e a metano. Infatti, ha senso dar vita, come abbiamo fatto, a una rete di ricarica elettrica se utilizziamo anche altri incentivi fiscali, come avviene in diverse Regioni in Italia.

emendamento 1 (ESTENSIONE DEI TERMINI, INCLUSIONE DELLA PROPULSIONE A GAS NATURALE)

Il comma 1 dell’art. 28 della legge regionale 21 dicembre 2016, n. 24 è così modificato:

  1. I veicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2020 appartenenti alle categorie internazionali M1 e N1, alimentati con tecnologia ibrida a doppia alimentazione elettrica/termica oppure a gas naturale o a idrogeno sono esentati per cinque annualità dall’immatricolazione dal pagamento della tassa automobilistica di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 18 novembre 1998, n. 462 (Regolamento recante modalità e termini di pagamento delle tasse automobilistiche, ai sensi dell’articolo 18 della legge 21 maggio 1955, n. 463). Per i veicoli provenienti da altra Regione o Provincia autonoma, l’esenzione opera limitatamente al periodo residuo che intercorre tra la data di entrata in Regione e il termine dell’ultima annualità esente.

Emendamento 2 (RIDUZIONE DELL’IMPORTO DEL 10% – ammesso a legislazione vigente)

Ai sensi del comma 3 dell’art. 56 della legge regionale 15 aprile 2008 n. 9, l’importo della tassa automobilistica a valere sui pagamenti da eseguire dal 1° gennaio  2019 è ridotta del 10% rispetto agli importi tariffario unico nazionale vigente, fatte salve le esenzioni, detrazioni e deduzioni disposte dalle norme regionali.